ANTIESSENZIALISMO.
Ahi essenzialità, che senso hai oggidì?
La solidità tua propria non lega più con l’evanescenza dei tempi miei.
Tutto mi conduce avanti, tutto si fa complesso, tu, essenzialità,
mi blocchi, mi costringi a riflettere, mi leghi, immobile al palo.
Tento di scordarmi i tuoi ritmi per adattarti ai miei, così
convulsi.
Sei come un vecchio, che tenta di tirar le somme della sua intera
esistenza, e non sa, che, davanti a lui, più nessuno lo ascolta, son
fuggiti per vivere la vita loro, gli altri.
Sei come una parola disgustosa, ormai, un lumicino
che si è fatto opalescente, cosa importano a me i valori che tu apporti,
visto che di altro io sto vivendo?
Come posso fare a raggiungerti, quando le mie rotaie corrono in
direzione opposta?
Intorno a te si annusano i miasmi delle Paludi Morte, dove Gollum e
Frodo, affacciandosi nelle acque stagnanti, videro fantasmi.
Fantasmi di un’epoca ormai scomparsa, che il nostro divenire ha ingoiato
e cerca di digerire.
Ci scorderemo completamente di te, Essenzialità, per costruire un mondo
fluido, verboso, arzigogolato e fatto di nulla, come piace tanto a noi
tutti.
Testo inviato da Lizaveta: Lizaveta.wordpress.com